GLI INSULTI DEL SINDACO E LA QUESTIONE PREFERENZE

Nel leggere il post che il dottor Lorenzo Gaiani ha scritto il 17 luglio sul suo profilo Facebook privato (comunque leggibile da chiunque) riguardante le preferenze c’è da rimanere basiti, soprattutto per la frase finale su cui ci si focalizzerà alla fine di questo articolo.Proprio per tale frase finale il sindaco non meriterebbe nemmeno una risposta approfondita, ma per i cittadini che leggeranno meglio premettere alcune considerazioni.

Nella riflessione che si va ad analizzare viene riproposta la classica obiezione delle preferenze come favore al sistema clientelare e alla compravendita di voti. Vero, il rischio c’è, ma la soluzione è quindi eliminare le preferenze? No, la soluzione è fare di tutto per far scomparire il voto di scambio. E di certo non si è fatto di tutto per farlo scomparire stabilendo delle pene molto basse per il voto di scambio politico mafioso, come ha voluto fare il Pd qualche mese fa. Pene così basse che si potrà, grazie anche all’indulto (pure questo votato anche dal centrosinistra), uscire di galera in tempi brevi. Quindi, come si suol dire, due torti non fanno una ragione e non si può rinunciare a uno strumento di modernità per paura di possibili utilizzi distorti di questi.

Ancora più debole appare questa obiezione se poi chi pone questa critica suggerisce, in alternativa, le primarie obbligatorie per legge. Con le primarie si ripropone lo stesso rischio di compravendita dei voti (cronache non troppo datate raccontano di forti dubbi su impennate di tesseramenti al Pd da parte di stranieri proprio in concomitanza con elezioni primarie di tale partito…). E ancor più debole suona se chi propone le primarie per legge (magari imponendo regole discutibili a tutti a colpi di maggioranza eletta con una legge incostituzionale) è diventato il candidato del centrosinistra proprio tramite primarie non prive di limiti, cioè senza avere il 50%+1 dei voti in tali consultazioni, prendendo solo il 37% e battendo la seconda candidata per soli 16 voti. Queste primarie avrebbero probabilmente dato un esito diverso se si fosse fatto un ballottaggio o se più semplicemente fosse stato aperto un seggio anche a Milanino e non solo uno a Cusano. Anche tramite primarie non viene garantita una chiara e democratica scelta della popolazione se le si cuciono addosso al candidato che si vuol far vincere.

Il secondo argomento utilizzato per smontare le preferenze è una falsità, che tra l’altro denota una scarsa preparazione sull’argomento, e cioè che le preferenze siano un unicum italiano ed assenti nel resto d’Europa. Beh, nel caso il sindaco stia leggendo queste righe lo informiamo che le preferenze esistono in Grecia, esistono con particolari regole in Austria, Belgio, Danimarca, Norvegia, Olanda, Repubblica Ceca e Svezia e sono addirittura obbligatorie in Finlandia e Polonia.

Il terzo argomento è quello che le preferenze comporterebbero un aumento delle spese elettorali. Tale affermazione è scorretta in primis perchè lascia pensare che si avrebbero spese maggiori per la collettività, mentre invece sarebbero solo soldi personali dei candidati. Inoltre il Movimento 5 Stelle ha dimostrato ampiamente che si può fare politica anche solo tramite un blog su internet (blog che si possono aprire gratuitamente). Pensare nel 2014 servano particolari somme di denaro per fare politica ed educare le persone a questa concezione senza invece spingerle a conoscere i propri candidati è piuttosto anacronistico.

Finita l’analisi delle critiche alle preferenze si dovrebbe passare ai pregi di queste, ma paiono così evidenti e il loro gradimento è così palese nei cittadini che sembra superfluo trattare questo aspetto. Basti pensare al principio stabilito dall’articolo 1 della Costituzione:“la sovranità appartiene al popolo”.

Passiamo infine alla frase finale, citando testualmente: “Ma che quella delle preferenze sia l’ ultima trincea della democrazia lasciamolo dire ad ignoranti o bugiardi come i grillini, non crediamoci come gonzi anche noi a sinistra!”.
Ecco, questo insulto incivile e questa accusa priva di qualsiasi dimostrazione che non tiene minimamente conto di tutte le spiegazioni fatte finora non merita ulteriori commenti.

Questo articolo non sarà firmato, ma non perchè ci si vuole sottrarre alla responsabilità della firma, bensì perchè questa risposta potrebbe essere stata scritta da un qualunque elettore del Movimento 5 Stelle e, si spera, anche da molti non elettori ma semplici cittadini che condividono queste idee.

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