IL MERCATO DELLA DISCORDIA

Durante il Consiglio Comunale del 15 Aprile 2013, tra le comunicazioni del punto 2 dell’odg, l’Assessore  Proietto ed il Sindaco Ghisellini hanno espresso la loro decisione di assecondare le richieste dei mercatari che chiedevano di poter allestire il consueto mercato cusanese del giovedi anche il 25 Aprile (che quest’anno cade di giovedi appunto) nonostante il regolamento del commercio su aree pubbliche lo vieti in modo inequivocabile.

Difatti l‘art. 53 del regolamento che regolarizza la materia in questione recita:

Qualora un mercato ricada in una giornata festiva, esso potrà essere regolarmente svolto, previa approvazione da parte della Commissione di cui all’ Art.8 di un calendario annuale. Le assenze nei giorni di mercati festivi saranno comunque considerate giustificate. Il mercato non potrà comunque essere tenuto nei giorni di Capodanno, Anniversario della Liberazione, Ognissanti e Natale. “

A seguito dell’annuncio l’opposizione, in testa l’energico consigliere del PD Renato Milanese, ha contestato il verdetto della Giunta sottolineando sia l’illegittimità di fatto della decisione presa e sia la scelta di quest’ultima di non inserire la questione nell’ODG per chiedere il parere del Consiglio Comunale.

La reazione del PD è stata abbastanza imbarazzante, continuavano a interrompere il Sindaco Ghisellini mentre cercava di spiegare le sue motivazioni a capo della decisione presa.

Nonostante questo è innegabile che i consiglieri di centro-sinistra, seppur non di certo coi modi giusti, avevano ragione a ribadire l’illegittimità della scelta ponderata dal Primo Cittadino cusanese.

Ghisellini ha preso questa decisione applicando una deroga sindacale al regolamento spiegando che in tempi di crisi come questi dove per giunta la popolazione è stata sodomizzata da montiane decisioni, era suo dovere permettere ai mercatari di lavorare ugualmente e, che a suo avviso, lo svolgimento del mercato non disturberà la piccola manifestazione organizzata per celebrare l’anniversario della liberazione, anzi porterebbe ad una partecipazione della cittadinanza maggiore anche se involontaria.

Comprendiamo benissimo le motivazioni del Sindaco che in questo caso fanno capo al buon senso ma non possiamo di certo dare il nostro benestare ad una decisione che, regolamento alla mano, risulta illegittima come giustamente sostiene il PD Cusanese.

Condividiamo la presa posizione del nostro Primo Cittadino ma ci troviamo costretti a dover contestare l’ennesimo errore di forma dell’amministrazione cusanese e mancanza di comunicazione con l’opposizione.

La deroga sindacale è un potere che spetta al Sindaco di una città solo in casi di estrema urgenza e/o pericolo per la comunità e, aihmè, in questa caso non vediamo soddisfatti questi requisiti di base seppur le considerazioni della Giunta siano più che accettabili e condivisibili

Probabilmente Ghisellini avrebbe potuto comunicare nei giusti tempi e modalità il problema e avrebbe dovuto cercare una soluzione condivisa insieme a tutti, maggioranza e opposizione; sarebbe stato sicuramente più saggio.

In uno stato civile il fine non giustifica mai i mezzi specie se le decisioni vengono prese da persone che sono state votate democraticamente dai cittadini per rappresentare la legge, lo Stato e la cittadinanza.

Marco Fais

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