IL PORCELLUM DI BEA – l’inceneritore di Desio

Non c’è stato nemmeno il tempo di festeggiare per essere riusciti a fermare il folle progetto di costruzione di un nuovo inceneritore da 150/170 mila tonnellate di rifiuti, che subito i signori di Bea sono partiti con il Piano B: far ammodernare radicalmente il vecchio impianto da 80 mila tonnellate/anno dai privati e darlo in gestione (agli stessi privati) per 20 anni. Di vecchio rimarrebbero solo i muri e poco più.

Questa è la proposta che Bea sta sottoponendo all’attenzione dei Comuni soci. Un vero e proprio porcellum.

Si tratta di un meccanismo aberrante perché costringerebbe le amministrazioni comunali a “garantire” per contratto un flusso continuativo di rifiuti da bruciare per due decenni, al fine di ripagare gli investimenti e gli oneri di gestione al privato!

Inutile sottolineare che tale situazione ucciderebbe sul nascere qualsiasi evoluzione virtuosa del sistema di gestione dei rifiuti della nostra zona e di conseguenza impedirebbe qualsiasi risparmio economico per le tasche dei cittadini: il flusso di denaro e di rifiuti da incenerire va garantito per tutta la durata del contratto! Addio incentivi alle buone pratiche di riduzione dei rifiuti, addio al potenziamento della raccolta differenziata, addio sistemi puliti ed economici di gestione a freddo dei rifiuti residui… E se la produzione di rifiuti continuasse a diminuire, come già sta accadendo? inevitabilmente si comincerà ad importare rifiuti da altre zone d’Italia o a bruciare rifiuti industriali! E’ questa la volontà dei Comuni azionisti di Bea? D’altronde già oggi i Comuni soci non producono 80.000 tonnellate di rifiuto residuo…

Bruciando 80 mila tonnellate all’anno, l’inceneritore emetterebbe 1.486.000 metri cubi di fumi al giorno pari a 14.860.000 picogrammi di diossina, equivalenti alla dose tollerabile giornaliera di 109.390 adulti; nell’arco di 20 anni verrebbero bruciati 1.600.000 tonnellate di rifiuti, producendo all’incirca 320.000 tonnellate di ceneri pesanti e 45.000 tonnellate di ceneri leggere, residui pericolosi… dove li mettiamo?

Si punterebbe pesantemente sull’incenerimento quando ormai è chiaro che gli orientamenti dei paesi più virtuosi e della stessa Unione Europea vanno in tutt’altra direzione. Il Parlamento Europeo si è recentemente pronunciato per il divieto di incenerimento dei rifiuti riciclabili o compostabili (praticamente quasi tutti i rifiuti solidi urbani) entro il 2020 e noi cosa facciamo? ci vincoliamo a bruciare fino al 2034?

Inoltre questo progetto appare palesemente in contrasto con la volontà popolare (che con la vittoria al referendum del 2011 si è espressa contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali) oltre che con lo spirito di una recente sentenza della Corte Costituzionale (n. 199/2012).

Tutto questo è semplicemente inaccettabile.

Chiediamo ai Comuni soci di Bea di respingere con forza questo assurdo progetto, di riconvertire il forno in un impianto di gestione a freddo del rifiuto residuo dando così finalmente vita ad una seria politica di gestione dei rifiuti rispettosa dell’ambiente, della salute e delle tasche dei cittadini.

Chiediamo inoltre che le stesse amministrazioni comunali provvedano a sfiduciare il Consiglio di Amministrazione di Bea. Il solo fatto di aver formulato questa proposta è gravissimo. Questi signori, perseverando nella loro battaglia di retroguardia a favore del fuoco, si sono dimostrati inadeguati a ricoprire il loro ruolo: devono essere mandati a casa.

Con questo progetto l’inceneritore avrebbe una vita prevista dal 1976 al 2034… cioè sarà in funzione per sessanta anni!!! Non si è mai visto un impianto così longevo! Ma cosa hanno fatto di male i cittadini brianzoli per meritarsi altri 20 anni di inceneritore?

Gianmarco Corbetta
Comitato per l’alternativa all’inceneritore di Desio

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